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PATOLOGIE DELL'APE -2-

Varroa E’ un acaro bruno con otto zampe munite di ventose, che usa per attaccarsi all’ape. La varroa succhia l’emolinfa dell’ape e causa delle ferite sulla corazza portando l’ape alla malattia che prende il nome dallo stesso acaro. Si trasmette col saccheggio, attraverso lo spostamento di alveari infetti, tramite commercio di regine o cattura di sciami di non nota provenienza. La varroa entra dentro le celle due giorni prima che la covata venga opercolata, essa depone il primo uovo maschio e i successivi femmine, la nutrizione avviene sempre in un punto e così la defecazione(in fondo la cella). La varroa sia vettrice ed attivatrice di diversi virus, o di forme diverse dello stesso, e in particolare del Virus DWV o Virus delle Ali Deformi e del Virus APV o Virus della Paralisi Acuta. •Il Virus delle Ali Deformi ha una progressione lenta, non per questo meno pericolosa. Quando è manifesto, spesso è già troppo tardi per intervenire contro la varroa. •Il Virus della Paralisi Acuta, invece, determina la morte delle api colpite nel giro di pochi giorni. La varroa trasferisce il virus dalle api malate a quelle sane. La saliva dell’acaro, inoltre, crea un’immunodeficienza nell’ape, che non è quindi più in grado di mettere in atto barriere difensive.Vespa Velutina è una delle tante specie di insetti alieni che stanno invadendo il nostro territorio creando enormi problemi economici, ambientali e spesso sanitari. È un calabrone originario del Sud-Est asiatico arrivato in Europa, più precisamente nella zona sud-occidentale del territorio francese, nel 2004. Negli anni successivi si è diffuso rapidamente su gran parte della Francia, per poi passare negli stati confinanti; la sua presenza è stata segnalata in Belgio, in Spagna, Portogallo e in Italia.L’allarme per l’arrivo di questo calabrone alieno arriva principalmente dal mondo degli apicoltori poiché gran parte della dieta delle sue larve è a base di api. I calabroni pattugliano l’entrata degli alveari e catturano le api bottinatrici cariche di polline al rientro nell’alveare, le uccidono e lo portano al proprio nido come alimento per la prole.SCARICA LA BROSCHURE AGGIORNATA